Separazione

L’uomo non sente lo sforzo a causa della situazione, ma per via del nervosismo nella situazione

SEPARAZIONE
SEPARAZIONE

L’uomo nasce prima di cominciare ad esistere, come essere nell’essere, per cui è già fondamentalmente diviso – doppio o duounico. La sua tentazione principale è quella di essere uno, unico. Quanto un uomo tiene a sé stesso, tanto è separato dagli altri e tanto percepisce altri come estranei.

Quanto sei estraneo dal tuo lato, tanti estranei condizionerai sul lato opposto. Quanto un lato non prendi dalla tua parte, tanto essa è un estraneo in te e tanto tu sei estraneo in essa.

Dove una persona rinuncia a sé stesso compone un paio ignaro con persone e cose con cui viene eseguito automaticamente nel fluido della vita. Dove una persona si racchiude nelle proprie stanze, l’oscurità dello sforzo sul mantello del cosciente copre pianure dell’inconscio e spegne fluidi della vita sotto di sé.

Quando rinunci a qualcosa di tuo in nome di qualcuno, il valore gli raddoppia. E quando non rinunci a quel che dovresti, compare un duplicato che dimezza il valore di ciò che hai. Con tutto ciò che mantieni per sé stesso, si riduce il valore di ciò che si pensa di avere, perché l’ho dimezzi, e a tutto ciò a cui rinunci il valore in uno aumenta.

L’uomo non sente lo sforzo a causa della situazione, ma per via del nervosismo nella situazione. Quante l’uomo difende il proprio, tanto è qualcun altro e tanto non è rilassato. Lo sforzo non dipende mai dalla gravità delle procedure, ma da quanto un uomo è rilassato o meno.

Finché nel nome di Uno esisti in due, può a volontà raddoppiare o dimezzare i valori di infinito in te, ma quando appare Uno, dividerà quelli che reciprocamente moltiplicano il valore di quelli che li dividono.

Era il tempo di Mosè – tempo di unounico o valori non divisibili e il tempo di Gesù – tempo di duounico che ha condizionato gli uni negli altri. E’ giunto il tempo del triunico regola di vita dei veri valori da uno all’altro o la realtà dell’Unico.

Unaunicità ha viaggiato e attraverso duounicità è arrivata alla porta di triunicità che ha fatto esplodere la duounicità in squilibrio. Attraverso la triunicità ora l’uomo torna da due in uno, e dall’altra parte c’è il mondo dell’estraneo che divide in tre.


Dai palmi dell’Uno nato,
in balia nel cuore del Duo estradato,
nel tempo in sé separato,
nello spazio dagli altri è limitato il mondo intero.

In esso tutto volge lo sguardo
seguendo le tracce degli altri,
solo quello che nei bianchi marcia da solo,
apre la vista agli altri
e linea la traccia da due in Unico.