Riflessione

Ci sono solo due modi – l’uomo o caccia tutto o è grato per quello che ha

RIFLESSIONE
RIFLESSIONE

Tutta la natura riflette da sinistra a destra e da destra a sinistra – per esempio, la metà sinistra del cervello sta lavorando per la metà destra del corpo e viceversa. I pianeti determinano la posizione del Sole e viceversa.

Secondo questa regola naturale o di Dio, i due uomini sono l’uno per l’altro anche il riflesso del propio posto. Ciò significa da sinistra a destra e da destra a sinistra: il primo è di infatti quello sinistro a destra e l’altro destro sul lato sinistro, nessuno al proprio lato. Quindi, se io al posto del proprio riflesso vivo il tuo, e tu il mio invece del proprio, restiamo io e te ed io ed io, e nessuno è da nessuna parte.

Solo se ti lascio di stare al tuo posto di riflessione e tu mi dai il tuo posto, ci sarà in mezzo a noi, il cerchio io e te. Questo cerchio è il mondo della partenza da se, in cui ognuno lentamente e per sé sta lasciando il luogo di riflessione e se siamo umili, pazienti, leali e davvero rispettiamo ciò che è dato a noi, un giorno andremo da questo luogo nel suo insieme e l’uno per l’altro aprire il cerchio alla Vita.

E fino a quel punto già da tempo estinti riflessi di luci l’uno per l’altro catturano i loro corsi.

La riflessione è la caccia al posto, un riflesso della riflessione, dell’occupazione del posto. La riflessione è una reazione o qualcosa senza dati, senza logica. L’uomo caccia tutto riflessivamente, non può fare nulla contro di ciò, ma la tua coscienza è più forte di ciascuna delle riflessioni. Hai una mente, in modo da poter vedere tutte le reazioni – accetta l’illogica delle tue reazioni e si ammetti a te stesso la tua stupidità, fino ad avere un bivio che ti permette di essere a conoscenza di questo ancora nella tua mente e non insegui la propria posizione, perché perderai questa coscienza. La coscienza è a quel momento il più potente perché tutto diventa molto semplice. Ma il problema non è nella coscienza, e non è mai stato, il problema è l’egoismo.

Viviamo in uno spazio tra tutto e niente e sia beata la gente attivata da nulla.

Ogni aspetto è solo una riflessione. Non sei al tuo posto, ma su ogni altro, e non ci sei solo su quello che consideri il tuo, sei solo una riflessione o un riflesso di tutti gli altri luoghi.

Ogni riflessione è un intrappolamento della Croce, e la riflessione della riflessioni un tentantivo del bivio. In tutte le riflessioni manca il punto di partenza – la posizione o il coperchio fermato. La riflessione ti sorpasssa costantemente, e quando riuscirai a fermarti, aperei il posto per qualcuno o qualcosa d’altro e così avrei aperto il posto alla coscienza.

Ci sono solo due modi – l’uomo o insegue tutto che può o è grato per quello che ha. O l’uomo caccia il tempo del suo incrocio o il tempo di qualcosa entra in lui e lo lascia. Il tempo è dato per l’uomo e l’uomo attraverso il tempo o rilascia o tiene la riflessione. Se cacci il tempo per te stesso, non hai il tempo per gli altri, ma anche tu sei qualcun altro – la vita. Nella caccia al tempo non c’è il posto per vivere, c’è solo il vuoto dell’uomo a cui manca qualcosa.

Questo mondo è il mondo della riflessione, in questo mondo non c’era ancora l’uomo, ma era un posto dell’uomo. Ogni uomo nella sua vita ha già raggiunto il vuoto dell’uomo in se stesso.  Il vuoto è stato solo apparente, perché l’uomo potrebbe dissuadere vista di esso. Non conosci la pressione del vuoto vero e proprio, il vuoto dell’uomo a cui manca l’altro uomo e l’abisso della consapevolezza sulla Coscienza perduta.

Non puoi dare la vita a qualcosa con cui non vivi, esso non ha uno spazio della presenza. Mentre un uomo sta in piedi al suo posto può impegnarsi ad amare qualcosa, ma solo quando muove dal suo posto per far succedere qualcosa, si mette in cammino all’uomo. Un uomo che non vive con nessun cosa, chiede all’altro di vivere per conto suo e condanna per l’imperfezione, in tutta la sua negazione solo chiede la conferma di se stesso.

Per tutta la sua pretese l’uomo complica e limita la vita in se, e tutto sarebbe ed è estremamente facile se l’uomo non complica le cose con la sua conferma. Non è difficile a complicare, ma semplificato fino alla base perché per complicare non c’è bisogno della tua distanza, ma per semplificare lo è.

A questo punto, alla gente fa male di più il fatto che non vivono con nessuno e con niente. Una volta le persone hanno vissuto almeno per qualcosa, temevano il segreto della vita e quindi non cadevano nelle proprie riflessioni della riflesione. L’uomo conosce tutte le forme della la propria conferma, ma non conosce il segreto delle sue parole, canzoni, passi.

Il pensiero da il potere alle parole, la voce il potere alla canzone e il movimento al potere del passo? Se è così, che cosa spinge il pensiero, la voce, il corpo? Non c’è nulla, ma di nuovo, quando il pensiero e la voce tranquillizzano il passo si ferma, è chiaro che qualcosa c’era. Tutti portano i semi della semplicità infinita – il segreto della coscienza in sé, ma solo i modesto, umilo e fedelo hanno il potere di accettare la semplicità in sé.

La riflessione è un riflesso che la persona umile sta lasciando e così lascia il posto alla riflessione della riflessione. In un angolo di 45 ° la gente può cacciare il suo posto, o la riflessione della riflessione di qualcuno perché i fedeli hanno portato la croce. In un angolo di 90° ogni riflessione scompare perché la consapevolezza è più forte della riflessione.

Gesù ha fatto un viaggio sanguinoso discostandosi dalla sua riflessione, ed si è dimesso completamente. Completamente ha lasciato il suo posto ed ha aperto il posto all’uomo.