‟Questo” e ‟quel” mondo

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‟QUESTO” E ‟QUEL” MONDO

La gente investe sempre ed è per questo che l’uomo è l’essere ‟ investito ”. L’uomo è sempre duplice oppure ‟ investito ” e per questo sempre almeno un quadro duplice. Il primo quadro o ‟ il primo mondo” è mondo individuale in cui siamo nati – il mondo che guardiamo intorno a noi. È il mondo primario della storia invariabile oppure legale ossia il mondo della realtà. Le regole di questo mondo sono le regole legali della nostra realtà oppure le regole dello Spirito. Questo mondo o il quadro è la nostra essenza e uno vale per tutti.

L’altro quadro o ‟l’altro mondo” è mondo individuale della nostra volontà o dell’anima. Questo mondo non è visibile ai nostri occhi. Non esistono due mondi separati, ma solo uno, come mondo nel mondo, incrociato sotto l’angolo 90° – il mondo della realtà oppure mondo legale del passato in cui siamo nati – e all’interno, come il mondo nel mondo, il mondo individuale di ognuno di noi oppure il mondo del proprio presente il quale è il mondo della volontà o dell’anima. Stiamo camminando sul mondo esterno o primario e in esso realizziamo i nostri interessi. Il nostro o mondo secondario sentiamo in se stessi. Questo mondo ovvero il mondo della nostra individualità non è ancora legale – questo mondo con il suo rapporto verso il mondo primario oppure la realtà davanti a noi rende legale ogni uomo per se. (Ognuno è il proprio giudice)

Camminiamo nel mondo esterno e in esso realizziamo i nostri interessi. Il mondo della nostra anima sentiamo in noi. Finché la nostra percezione individuale o il quadro si distingue dal quadro che guardiamo davanti a noi, ci troviamo nella differenza del rapporto verso la realtà o nel rapporto soggettivo verso la regola oggettiva della vita davanti a noi. Ed è per questo che ci perseguita la differenza che sentiamo come insoddisfazione, pazzia di persecuzione, inquietudine…

Quando accettiamo il quadro esterno oppure la realtà di fronte a noi, sentiamo la pace in noi stessi che ci regala la regola dello spirito della realtà fecondato dalla nostra anima (Mio padre in me ed io nel mio padre). L’uomo non è mai carico di realtà, ma solo dalle proprie aspettative.

Il sonno come meditazione naturale esiste proprio per mettere in equilibrio il dualismo ed il quadro duplice. L’uomo non distingue tra il quadro (illusione) e realtà. Non distingue cos’è il quadro e cosa siamo noi – non distingue tra l’illusione e se stesso. Questi rapporti o differenze ci creano problemi per tutta la vita.

Nel sonno arriviamo al punto di partenza o allo stato primario. Sogniamo perché il nostro dualismo oppure lo stato investito cercano di armonizzare. Quando non accetta il quadro reale davanti a se e persiste nel tenere il quadro soggettivo, lo stato duale dell’uomo gira per 180 gradi e per questo l’uomo può impazzire.

Il peso massimo è lo stato di 90°. Il simbolo dello stato incrociato è la croce di Gesù Cristo.

Cosa significa lo stato duale girato per 90°? Nel caso di Gesù Cristo ciò vuol dire accettazi-one completa del paradosso più grande possibile oppure dello stato innaturale – accettazione della propria crocifissione. Crocifiggere la persona viva non è il processo naturale. Il Figlio doveva accettare la croce, per poter coordinare il quadro generale di tutto il creato in tre giorni.

È così?

Il suo quadro individuale era vivente e qualcuno l’aveva tradito e messo alla croce. Il quadro reale cambia in morto. Questi due quadri sono incrociati per 90 gradi e anche la vita è incrociata.

Come un uomo in questa situazione può esistere, visto che non sa quale sia il quadro “vero e proprio” – se questo è il vivente oppure se bisogna difendere il termine del vivente o accettare l’assurdo del crocifisso?

Onesto per realtà accetta la posizione del crocifisso. Quello che difende soltanto la propria onestà e diventa ingiusto verso gli altri, come primario prende il ruolo del vivente. Questi due quadri sono sempre investiti nell’uomo.

Non appena l’uomo affronta qualcuno, lui si trova nello stato duale oppure in disunione. È così. L’uomo è vivente e ha un quadro arbitrario. Quando entra in contatto con qualcuno, inizia ad “investire” un altro quadro. La sua pace dipende soltanto dalla compatibilità o non compatibilità di entrambi quadri.

Compatibilità di entrambi “quadri” dipende da ogni individuo. Ognuno per la volontà sua e in ogni momento può accettare la forza esterna come una sola.

Tramite la confessione si mettono in equilibrio il quadro soggettivo e il quadro reale o realtà. Primi uomini non erano coscienti e se un uomo uccideva l’altro non era un peccato, perché si trattava di un atto subcosciente.  Il mistero diventava minore grazie alle cognizioni durante la storia e l’uomo riprendeva i sensi. Dopo l’ultima cognizione il mistero è scomparso e l’uomo è diventato un essere cosciente.

Così si conclude il senso di questo mondo, cioè la ricerca dell’essenza. Il mondo interno ed esterno comincia a cambiare posizioni. Il mondo interno o individuale che prima non era niente, ora diventa esterno e tutto o viceversa. Tutte le speculazioni verrano a luce. L’uomo può tenere l’equilibrio solo se accetta la realtà attuale. Ogni proprietà o tentativo di realizzare la propria soggettività lo caccia via dalla realtà. (Chi non spoglia i propri panni e mette il piede sopra, non può presentarsi al padre).

Se all’inizio l’uomo poteva fare tutto senza peccare, oggi è già’ un peccato dire “Io sono”. Il mondo interno (“quello”) o coscienza diventa uno per tutti, e il futuro non esiste più. C’è solo una realtà rimasta per tutti in un presente comune, ed essa è eterna.

All’uomo rimane solo di accettare il fatto con il quale viene nato come veritiero in un mondo di comune presente o “quel” mondo. Coloro che non saranno in grado di farlo, rimarranno ribelli eterni senza motivo e questo è un disastro.

All’uomo che combatte per la correttezza della propria immagine (illusione) e non permette alcun ruolo o immagine dell’altro uomo (realtà), trasforma l’immagine nel senso finale in una caduta libera, perché in questo modo l’uomo fanaticamente sostiene la propria posizione. In questo modo si troverà in una posizione irragionevole o in conflitto con sé stesso. Si tratta di un peccato mortale o un peccato contro lo Spirito Santo.

Non appena l’uomo rinuncia sé stesso entra nel nulla o nel presente. Pertanto, è giudice giusto. L’uomo non deve avere paura di perdere la propria presenza, rimarrà il dato. Il dato è la metà di una realtà. Così ha una vita equilibrata. Pertanto, quello che si è appropriato di un intero rimane senza dati reali ed è un disastro. Ha a disposizione 360°, ma proprio questo fatto lo divora in Dio. Dio come base è un puro nondato o nulla. Ondeggiatura è la metà segreta del negativo – positivo. Pertanto, da noi fino a ovunque ci sia spazio – e lo stesso feedback di tempo. Così l’uomo è nato con metà positiva e metà negativa.